domenica 24 giugno 2007

Monza non è più Città per la Pace



Caro Assessore alla Polizia locale e sicurezza Massimiliano Romeo.

Mi trovo a doverLe scrivere di nuovo, e non me lo aspettavo. Infatti ho saputo ieri che Lei, come primo Suo atto di governo, ha già avviato una sacrosanta operazione di pulizia delle strade, per eliminare cartelli che causano grave pericolo alla Sicurezza dei cittadini. Si tratta, come è noto dei cartelli che riportano la scritta "Città per la Pace", sovrastanti la scritta Monza.

Era ora. Pensi a quanti incidenti avranno causato. Eh sì, perchè l'automobilista si distrae. E poi la Pace, come le piste ciclabili, i dossi per rallentare le auto e le rotonde sono cosa di sinistra. Ora che siamo arrivati noi è ora di fare subito piazza pulita. Solo il Michele Faglia può sostenere che la Pace è un valore universale, che sta scritta nella Costituzione e che perfino il Papa, pochi giorni fa ad Assisi ha ribadito la necessità di impegnarsi per la Pace. Ma tanto ora è all'opposizione. Il Faglia, non il Papa.

Del resto il Suo sindaco è sicuramente d'accordo. Ha ripetuto continuamente che avrebbe cercato il dialogo con l'opposizione, che non avrebbe distrutto quello che di buono era stato fatto. Ma poi si è accorto che gli sarebbe toccato, questo autunno, andare alla marcia Perugia - Assisi, camminare per più di venti chilometri accompagnando il gonfalone del Comune. Che fatica, molto meglio evitarsela. Non c'è più il fisico.

A noi Padani, oh scusi, Monzesi, di quello che succede in Iraq, in Afghanistan, in Palestina o in Africa non ce ne importa nulla. Basta che se ne stiano a casa loro. E se ci sono decine di monzesi che vanno in quei paesi per portare aiuto e solidarietà lo fanno perchè a loro piace, non per la Pace.

Bene, bravo, continui così.
Con il mio massimo sostegno

Arch. Giovanni Perego, detto Gimmi

PS: mi è grata l'occasione per mostrarLe cosa si è evitato il Suo Sindaco.


Assisi, il gonfalone del Comune di Monza ed il suo sindaco

PPS: in mancanza dei cartelli, i distributori possono sostituirli...


Assisi, distributore pacifista

Ultimo PS, lo giuro:
Sono andato a comprare una nuova bandiera della Pace per sostituire quella che già avevo sul balcone, che era un po' scolorita...

3 commenti:

Fabio Minazzi ha detto...

Non ci posso credere...

Davvero è stata emessa una simile ordinanza? Quali sono le motivazioni? Credo valga la pena che l'ordinanza e le motivazioni vengano pubblicate.

Fabio Minazzi

Pietro Fontana ha detto...

E' l'emblema del nuovo-ma vecchissimo- corso: togliere messaggi equivale a creare il vuoto, il nulla.
Quei cartelli erano il frutto di un intero consiglio comunale ed è bastato un arrogante neo-assessore, forse già in preda ai deliri d'onnipotenza per la carica ricoperta, per distruggerli. Si vergogni e si dimetta. La pace deve essere un impegno universale: non della sinistra o della destra, ma di tutti. E' per questo che un monito del genere deve essere esposto all'ingresso di tutte le città.

maria grazia grassi ha detto...

Monza, 29/6/2007








Partecipo al discorso sulla rimozione dei cartelli “Monza Città della pace” facendo mie le parole di Baden Powel, il fondatore dello Scoutismo internazionale che ha affermato:

"La pace non può essere assicurata da interessi commerciali, alleanze militari, disarmo generale o trattati bilaterali, se lo spirito di pace non è presente nella volontà e nell'animo dei popoli. E' una questione di cultura."

E’ grazie alla cultura che l’uomo vive un'esistenza autenticamente umana.
E' mediante la cultura che l'uomo diventa più uomo, accede più intensamente all' "essere che gli è proprio”.

Un concetto come quello di PACE dovrebbe essere un bagaglio essenziale di una collettività orientata ai principi di "società aperta" senza chiusure e protezionismi al di là di ogni differenza culturale, razziale, politica e religiosa.

Se PACE significa:
- RISPETTARE OGNI VITA cioè rispettare la vita e la dignità di ogni essere umano, senza alcuna discriminazione né pregiudizio

- RIFIUTARE LA VIOLENZA ovvero praticare la non violenza attiva; rifiutare la violenza in tutte le sue forme: fisica, verbale, sessuale, psicologica, economica e sociale, in particolare sui deboli e sui bambini

- CONDIVIDERE CON GLI ALTRI cioè porre fine all'esclusione, all'ingiustizia e all'oppressione politica e economica

- ASCOLTARE PER CAPIRE difendendo la libertà di espressione, privilegiando il dialogo per evitare di cadere nel fanatismo

- RISPETTARE CIO' CHE POSSEDIAMO per promuovere uno sviluppo e un consumo rispettoso di tutte le forme di vita e dell'equilibrio delle risorse naturali

- RISCOPRIRE LA SOLIDARIETA' contribuendo allo sviluppo della città, garantendo la piena partecipazione di tutti coloro che rispettano le regole della democrazia

non stupisce che, anche solo il richiamo alla PACE scritto su dei cartelli stradali, abbia indotto amministratori, poco sensibili a questi temi, a rimuoverli perché essi ne erano un annuncio, una dichiarazione di intenti per tutti i cittadini e per tutti coloro che entrano nella nostra città.

Ritengo quindi doveroso che i nostri Rappresentanti che siedono nei banchi del Consiglio Comunale chiedano le motivazioni che hanno determinato, da parte dell’assessore leghista, della rimozione dei cartelli “Monza città della PACE” e chiedo che continuino, con il loro esempio e con il loro operato, a lavorare per la PACE.

Cordiali saluti.




Maria Grazia Grassi